Androsessuale: Definizione e Caratteristiche

Tutto ciò che devi sapere su cosa significa essere androsessuali

Androsessuale
INDICE

All’interno del vasto spettro dell’orientamento sessuale, si colloca l’androsessualità. Il crescente e ampio vocabolario utilizzato per descrivere le preferenze sessuali degli individui potrebbe mettere sottosopra le tue conoscenze in materia. Vediamo, dunque, riportare ordine tra i tuoi pensieri, scoprendo cosa si celi dietro la parola androsessuale. Prima di addentrarci nella questione, vogliamo sottolineare per quale motivo l’esistenza di un lessico specialistico si riveli particolarmente utile. Tieni a mente che più si può essere specifici nel manifestare i propri desideri, maggiore è la possibilità di instaurare relazioni intime, profonde e gratificanti. L’impiego di parole sempre più precise aiuta a esprimere al meglio la propria identità, migliorando la qualità dei rapporti interpersonali.

Definizione di androsessuale

Il termine androsessuale descrive un individuo attratto da persone sul lato maschile dello spettro dell’identità di genere e, più generalmente, dalla mascolinità. L’androsexuality consiste in una preferenza sessuale nei confronti di individui che si identificano come uomini o che manifestano caratteristiche tipicamente maschili. Il generico riferimento alla mascolinità implica che possa trattarsi sia di AMAB, Assigned Male At Birth, che di una donna o di persona con altra identità di genere, che presenta connotazioni e comportamenti prettamente maschili.

L’androsessualità, dunque, è un orientamento sessuale che prescinde dal sesso o dall’identità di genere, sia della persona che vive l’attrazione sessuale che dei soggetti cui sono rivolte le preferenze sessuali. L’opposto di androsessuale è ginosessuale (ancora articolo gynosexual) e, per riferirsi al fenomeno, vengono utilizzati anche i termini di masessuale e minsexual.

Le varie definizioni del termine androsessuale

Trattandosi di un termine relativamente nuovo, androsessuale è connotato da definizioni diverse. Dato che desideriamo fornirti una panoramica completa ed esaustiva dell’argomento, vediamo i vari significati che questa parola può assumere. Secondo una prima spiegazione, l’androsexual sarebbe attratto da uomini cisgender, ovvero persone nate con genitali maschili che si considerano uomini. Tuttavia, questa definizione risulta troppo limitante per chi si identifica nell’orientamento sessuale dell’androsessualità.

Altri adoperano il termine per riferirsi a chi prova attrazione sessuale nei confronti di persone non binary, ma si tratta di una definizione meno diffusa. Vi è chi, infine, utilizza il vocabolo androsessuale per descrivere un individuo che prova attrazione per l’anatomia maschile, indipendentemente dal fatto che l’altra persona si identifichi come uomo. Tuttavia, tale spiegazione è stata tacciata di transfobia, riducendo gli individui ai loro genitali.

Androsessualità e identità di genere

Come avrai ben capito, l’androsessualità non è correlata al sesso o identità di genere. L’individuo androsessuale può essere un AMAB, un AFAB o una qualunque delle altre identità di genere non binarie, come bigender, transgender (LINK), demygirl, demyboy etc. Lo stesso dicasi per le persone nei cui confronti sono rivolte le preferenze sessuali, potendosi trattare di individui cisgender, non binary, transgender o intersessuali, purché manifestino caratteristiche stereotipiche maschili. La parola androsexual permette di descrivere il proprio orientamento sessuale, evitando l’adozione di termini limitanti, imprecisi e oggettivizzanti per la controparte. Volendo esemplificare per aiutarti nella comprensione, una donna cisgender potrebbe definirsi androsexual in quanto attratta dagli uomini cisgender e dagli uomini trans.

L’inclusività della parola androsexual

Proprio in questo frangente, risiede il valore aggiunto di androsessuale, dimostrandosi un termine inclusivo tanto per le persone che vivono l’attrazione sessuale quanto per gli individui verso cui sono rivolte le preferenze sessuali. In questo modo, ad esempio, una persona non binaria AMAB e attratta dagli uomini potrebbe sentirsi maggiormente descritta da androsexual piuttosto che dal termine omosessuale, poiché questo implicherebbe l’etichettamento della propria identità di genere come uomo. D’altronde, il vocabolo androsessuale evita di oggettivizzare o peggio feticizzare l’attrazione nei confronti degli individui appartenenti allo spettro trans.

La differenza tra androsessualità, omosessualità ed eterosessualità

Se pur descrivendo aspetti differenti, questi termini afferiscono all’orientamento sessuale. La differenza risiede nell’oggetto dell’attrazione. La persona androsessuale è attratta dalle caratteristiche tipiche della mascolinità, senza tuttavia implicare un riferimento al sesso o identità di genere di chi lo impiega. Al contrario, un individuo omosessuale manifesta preferenze sessuali per gli uomini, identificando se stesso come maschio. Gli eterosessuali sono sessualmente attratti da persone di sesso opposto, identificandosi rispettivamente come uomini o donne. Ricapitolando, un androsexual potrebbe anche identificarsi come non binario, ma provare attrazione sessuale per gli uomini o la mascolinità in genere. Il termine androsessuale va oltre il linguaggio binario e di genere, eliminando i confini netti del cisgenderismo.

Tutte le donne cisgender eterosessuali sono automaticamente androsessuali?

Arrivato a questo punto ti starai chiedendo: “Ma se l’androsessualità è l’attrazione per la mascolinità, ogni donna cisgender eterosessuale è androsexual?”. In realtà, esistono donne cishet che provano attrazione sessuale per le caratteristiche maschili, ma ve ne sono anche altre per cui le connotazioni stereotipiche della mascolinità non rappresentano il fulcro dell’attrazione. Non dimenticare, inoltre, che inserire automaticamente un gruppo di persone in una determinata categoria è pericoloso. Le etichette sull’identità personale sono dotate di una forza intrinseca per gli individui, motivo per il quale è meglio evitare un etichettamento forzato e utilizzare un vocabolo solo se richiesto dal singolo.

Androsessualità e appropriazione del termine

Un altro quesito che sorge spontaneo riguarda l’appropriazione della parola androsessuale da parte delle donne cishet, ovvero cisgender ed eterosessuali. Qualora una donna cis provasse attrazione anche per persone non binary, genderqueer o trans, l’etichetta androsexual sarebbe appropriata. Nel caso in cui, invece, fosse interessata solo a uomini eterosessuali cisgender, la comunità LGBTQIA+ potrebbe interpretarla come un’indebita appropriazione del termine. La parola androsessuale è nata nella comunità queer e più comunemente associata ad essa.

Storia e bandiera

Androsessuale deve la sua origine al greco antico, in cui il prefisso “andro” significa “maschio”. Non è nota la prima volta in cui il termine venne utilizzato, anche se si ritiene sia stato presumibilmente coniato in relazione a persone genderqueer o non binary. Altrettanto incerta è l’origine del vessillo dell’androsexuality, caratterizzato da tre bande orizzontali. Il colore azzurro simboleggia l’attrazione per gli uomini, il marrone la stabilità e il supporto e, infine, il viola rappresenta gli individui non binary e genderqueer.

Come capire se si è androsessuali

Dopo aver analizzato approfonditamente cosa significhi essere androsexual, vediamo un po’ di capire come si atteggi questo orientamento sessuale. Una premessa è debita:

Non esistono dei criteri assoluti per capire se si è androsessuali o meno, poiché ogni individuo è unico e vive la propria sessualità in modo soggettivo.

Per tale motivo, considera le affermazioni a seguire come dei primissimi spunti per approcciarti alla materia:

  • Potresti sperimentare attrazione sessuale nei confronti di persone di sesso o identità di genere differenti;
  • Potresti sentirti affascinato e sessualmente stimolato da connotazioni e comportamenti stereotipici maschili. L’androsessualità non afferisce esclusivamente all’attrazione sessuale per le caratteristiche fisiche proprie di un maschio, ma anche alle qualità tipicamente maschili, come gli atteggiamenti, il tono della voce, lo stile di abbigliamento, il modo di pensare e di vivere la propria sfera emotiva;
  • Potresti provare attrazione per gli attributi fisici ricondotti alla mascolinità. Una persona androsexual manifesta preferenze sessuali per individui con connotati tipici del genere maschile, quali capelli corti e un fisico possente.

In che modo aiutare una persona androsessuale

Probabilmente, non avevi mai sentito parlare di androsessualità o non ne conoscevi a pieno il significato. Se conosci qualcuno che si identifica come androsessuale, la prima cosa da fare è ascoltare e fornire tutto il tuo supporto. Dimostrare alla persona che hai di fronte la tua predisposizione al confronto riuscirà a metterla a suo agio. Ricorda, inoltre, che non è compito degli altri educarti sulla loro identità di genere, orientamento sessuale o attrazione romantica, ma spetta a te informarti adeguatamente e, solo successivamente, porre delle eventuali domande. Il comportamento da evitare in maniera categorica consiste nel fornire giudizi pressapochisti e non richiesti, o, peggio ancora, rifiutare, discriminare ed emarginare chi si riconosce in questo orientamento sessuale.

Discriminazione e minority stress

La letteratura scientifica ha ampiamente dato prova della correlazione tra i problemi di salute mentale e le discriminazioni subite dalle minoranze. Tra queste, rientrano gli individui con un’identità di genere, un’orientamento sessuale o un’attrazione romantica che esula dal binarismo e ciscentrismo.

Alla base della discriminazione, si trovano il pregiudizio e la stigmatizzazione, che spingono ad adottare condotte che mettono in difficoltà i componenti di una categoria per il solo fatto di appartenere ad essa. La sottoposizione a continui disagi psicologici, derivanti da pregiudizi e discriminazioni macro e micro-traumatici, genera il cosiddetto minority stress. Questo comprende l’omofobia interiorizzata e lo stigma percepito dall’individuo. Evita, dunque, comportamenti discriminanti, in modo da preservare la salute mentale altrui.

Per quanto poco conosciuta sia l’androsessualità, spetta unicamente a te decidere se parlarne a familiari, amici e conoscenti. L’esistenza di un vocabolario più ampio per descrivere la propria identità costituisce uno strumento potente a cui attingere. Qualora stessi attraversando un periodo di confusione e pensi di poter essere androsessuale, non avere paura di rivolgerti a uno specialista.