La leggenda del punto G “perduto”: scopriamo insieme la verità!

Ti sarai chiesta almeno una volta se il punto G esiste davvero e se il tuo "funziona" o meno. Sveliamo alcuni falsi miti insieme!

La leggenda del punto G

Le leggende che accompagnano il punto G sono infinite e per anni si è dibattuto a lungo su questo argomento. Tra mito, certezza e zona off-limit riservata solo ai più esperti, sono moltissime le voci che hanno alimentato questa credenza e hanno contribuito a creare confusione. Vediamo di sfatare questo mito e scopriamo insieme se il misterioso punto G è davvero così introvabile come si dice!

Cos’è il punto G

Il punto G, anche noto come G-spot, è una zona molto sensibile che si trova sulla parete anteriore della vagina. Come viene spiegato nel dettaglio qui, questa è una zona erogena ricca di terminazioni nervose che, se correttamente stimolata, provoca una forte eccitazione e un orgasmo intenso e duraturo. Ecco quindi che le leggendarie capacità del punto G diventano realtà! Non solo, il punto G è anche responsabile degli orgasmi multipli, cioè di una serie di orgasmi in successione, perché può provocare piacere sessuale anche ripetutamente nel tempo purché venga stimolato tramite pressioni intermittenti.

Purtroppo però stimolare il punto G non è semplice e spesso la sola penetrazione non è sufficiente per portare la donna a un orgasmo vaginale. Ti stai chiedendo che differenza c’è rispetto al comune orgasmo clitorideo? Molta! La stimolazione del punto G genera un appagamento più profondo rispetto alla stimolazione del clitoride e un piacere nettamente più intenso e duraturo, una vera e propria benedizione per l’universo femminile.

Come funziona

Stimolando in modo continuo e prolungato il punto G, si ha una normale reazione fisiologica: l’utero inizia a contrarsi fino a produrre un orgasmo molto intenso. Non solo, a volte l’orgasmo è accompagnato anche dalla produzione di un liquido che è il corrispettivo femminile dell’eiaculazione maschile. Ecco il famosissimo squirting, un fenomeno che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio trend tanto famoso quanto difficile da ottenere!

Caratteristiche

  • Provoca un orgasmo intenso e duraturo
  • Genera un appagamento profondo
  • Provoca orgasmi multipli
  • È responsabile dello squirting

Dove si trova il punto G

Spesso è difficile da individuare perché non ha una posizione precisa ma varia da donna a donna, indicativamente si trova alla base della vescica, tra l’uretra e la parete anteriore della vagina. Anatomicamente questo punto corrisponde alla zona posizionata dietro la sinfisi pubica, circa 5 – 8 cm in profondità all’interno della vagina.

Come trovarlo

Per trovare il punto G è indispensabile che la donna sia eccitata, in assenza di eccitazione è impossibile individuarlo. Prova in questo modo: inizia prima con una stimolazione lenta e manuale, dopo poche stimolazioni ti accorgerai che c’è un punto più ruvido rispetto alla zona circostante e man mano che l’eccitazione aumenta questo punto tende a gonfiarsi. L’equivalente di quello che fa il pene maschile. Ecco trovato il famosissimo punto G! Essendo una zona ricca di terminazioni nervose è molto sensibile alla stimolazione e, proprio per questo motivo, provoca un orgasmo molto intenso.

A cosa serve il punto G

A livello fisiologico non è chiara la sua funzione, sembra che si tratti non di un punto ma di una zona ricca di terminazioni nervose che collega il clitoride con la vulva e la vagina. Non è però chiaro se il punto G sia nato con una funzione nella sessualità femminile al pari del clitoride o se si tratti semplicemente di una zona molto sensibile scoperta successivamente che amplifica il piacere.

Come stimolare il punto G

Come stimolare il punto G

La stimolazione del punto G deve essere prolungata e intermittente perché bisogna lasciare il tempo alla donna di eccitarsi così che questa zona possa irrorarsi e gonfiarsi. Ricorda inoltre che l’orgasmo femminile non si basa solo su un fattore meccanico di movimento, ma anche da molti altri fattori tra cui quelli psicologici. Non concentrarti solo sul tipo di posizione che facilita la stimolazione del punto G, ma tieni sempre a mente anche i nostri consigli per portare la tua partner all’orgasmo. Naturalmente alcune posizioni sono migliori di altre se vuoi provare questo tipo di stimolazione.

Posizioni migliori

Durante il rapporto sessuale la maggior parte delle volte il pene non riesce a premere sulla zona giusta, per questo motivo la sola penetrazione spesso non è sufficiente per stimolare il punto G. Anche in questo caso serve esperienza, buona comunicazione all’interno della coppia e tanta sperimentazione. Donnamoderna ci spiega che durante il rapporto sessuale, le posizioni migliori da eseguire in coppia per stimolare il punto G sono quelle in cui il pene preme contro la parete anteriore della vagina:

  • Amazzone: la donna è posizionata sopra il partner
  • Pecorina: l’uomo penetra la donna in ginocchio da dietro

Ovviamente non sei obbligato a limitarti a queste due posizioni, usa la fantasia! Se non vuoi rinunciare al classico missionario, prova a posizionare dei cuscini sotto il bacino, in questo modo la penetrazione avrà un’angolatura diversa e riuscirà a stimolare il punto G.

Sex toys

Sex toys punto g

Il miglior modo per stimolare il punto G è la masturbazione perché ti permette di controllare le tue sensazioni e di regolarne l’intensità. In commercio sono disponibili moltissimi modelli diversi di sex toys studiati appositamente per la stimolazione del punto G. Se non sai come orientarti nel mondo dei giochi sessuali, noi abbiamo creato una lista dei migliori vibratori per punto G che può aiutarti nella scelta. Alcuni modelli permettono di associare la stimolazione vaginale a quella clitoridea per ottenere sensazioni ancora più intense, sentiti libera di sperimentare insieme al tuo partner senza vergogna né imbarazzo, l’uso dei sex toys all’interno di una coppia è momento di divertimento, piacere e complicità che devi vivere con la massima serenità.

Punto G ed età

Come mai gli orgasmi migliori si raggiungono dopo i 30 anni? C’è una correlazione tra punto G ed età? Secondo questa fonte è proprio così: quando si è giovani il rivestimento della parete vaginale è molto spesso, a causa degli elevati livelli di estrogeni, e questo rende difficile raggiungere il punto G. Proprio per questo motivo le ragazze giovani prediligono l’orgasmo clitorideo e spesso non sono in grado di sperimentare quello vaginale. Dopo i 30 anni, invece, il livello di estrogeni inizia a diminuire, la parete della vagina si assottiglia e il punto G diventa più accessibile! Ecco perché le donne mature sono molto più consapevoli del proprio piacere sessuale e risultano più esperte.

Considerazioni

  • Il punto G non deve essere considerato un “bottone magico” che porta la donna al piacere ma piuttosto una zona da stimolare
  • Il piacere può essere ogni volta diverso e non è detto che sia sempre intenso e duraturo, ricorda che il piacere sessuale dipende anche da molti altri fattori, non solo dai genitali
  • La sensibilità delle zone erogene varia da persona a persona, ognuno ha le sue preferenze, quindi ci sono donne che potrebbero non provare piacere attraverso la stimolazione del punto G, questo non deve allarmarti né indurti a pensare che ci sia qualcosa che non va
  • Il consiglio è sempre quello di conoscere se stessi e il proprio partner sperimentando insieme